GIUBILEO 2025: tra rischio terrorismo e gestione sanitaria / JUBILEE 2025: between terrorism risk and health management

18.03.2025

Caligiuri: "Rispetto all'ultimo Giubileo del 2000 oggi il mondo è completamente diverso: c'è stato l'11 settembre, l'avvento degli smartphone e dell'Intelligenza artificiale". Ciccozzi, invece, invita a non trascurare le possibili nuove epidemie: "Indossare sempre le mascherine" L'anno del Giubileo è ormai iniziato, pur accompagnato dai timori della vigilia, sia dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine pubblico, sia per gli aspetti sanitari. Dopo l'Apertura della Porta Santa della Basilica Papale di San Pietro da parte del Santo Padre, fin da fine dicembre sono aumentati i pellegrini a Roma. E con essi il rischio di nuove pandemie. D'altro canto gli esperti avevano messo in guardia: un team di epidemiologi e scienziati italiani, tra i quali Massimo Ciccozzi e Francesco Branda dell'Università Campus Bio-Medico, insieme a Fabio Scarpa dell'Università di Sassari, avevano inviato una lettera alla rivista Lancet, spiegando: "Le lezioni degli ultimi anni non devono essere dimenticate". Secondo i sanitari era imperativo colmare le lacune nella conoscenza, promuovere la collaborazione e dare la priorità alla prevenzione". Per questo i ricercatori avevano indicato un piano "in 7 pilastri". "Un rialzo dei contagi, sia di Covid che di influenza, era immaginabile, soprattutto nei primi mesi dell'anno, quando normalmente si assiste al picco di queste malattie. Ma i rischi provengono da tutte le patologie di tipo respiratorio", sottolinea Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell'Università Campus Biomedico di Roma. "In generale occorre continuare a prestare attenzione a tutte queste malattie, compreso il morbillo, ma naturalmente ricordando il Covid, l'influenza, il virus respiratorio sinciziale. Non si escludono, però, neppure le patologie da contatto come l'HIV o la M-pox, o quelle di tipo batterico come la tubercolosi. Le uniche che possiamo escludere sono quelle trasmesse da vettori come le zanzare", spiega ancora Ciccozzi. Il motivo della preoccupazione deriva dalla movimentazione di popolazione: "Non dimentichiamo che parliamo di oltre 30milioni di persone attese. La storia ce lo insegna con l'epidemia di Mers del 2012 in concomitanza con il grande pellegrinaggio di Hajj (La MeccaArabia Saudita). Si tratta, infatti, di malattie legate allo spostamento di massa delle persone e dalla condivisione di spazi ristretti, come dormitori e trasporto pubblico", sottolinea l'epidemiologo. Come gruppo di ricerca era anche stato sviluppato un piano specifico, chiamato 'Jubilee 2024 Pandemic Preparedness and Response Plan', basato sui principi di sorveglianza, innovazione e resilienza. Sette sono i pilastri indicati, pensando soprattutto "al maggior affollamento ai pronto soccorso degli ospedali, per evitare che possano andare in tilt": 1) Sorveglianza epidemiologica, quindi monitoraggio continuo della diffusione delle malattie infettive, integrando la raccolta e l'analisi dei dati con quelli genetici sequenziamento per individuare le tendenze emergenti; 2) Studi avanzati sulle origini, la patogenesi e la trasmissione delle malattie, utilizzando l'intelligenza artificiale (Ia) e la genomica con strumenti per sviluppare modelli predittivi e ottimizzare gli interventi; 3) Rafforzare la formazione e le capacità degli operatori sanitari e le comunità attraverso workshop, seminari e campagne di sanità pubblica; 4) Collaborazione e networking, ovvero rafforzare i collegamenti con i paesi e le organizzazioni sanitarie internazionali per promuovere lo scambio di conoscenze e risposte coordinate; 5) Prevenzione e controllo, implementare le misure basate sull'evidenza, dai programmi di vaccinazione all'educazione sanitaria, adattata a specifici profili di malattia; 6) Risposta alle emergenze, trovare in temi rapidi le risorse per i piani di emergenza predefiniti; 7) Affrontare l'interconnessione tra la salute umana, animale e ambientale (One Health), per combattere efficacemente le zoonosi". Ma se ai fedeli è consigliato di continuare a indossare le mascherine, "unico presidio sempre efficace contro le malattie respiratorie", sul fronte del contrasto a possibili azioni terroristiche lo scenario è necessariamente differente: "I rischi di questo Giubileo sono molto diversi rispetto al passato. Rispetto all'ultimo oggi c'è un'Europa che nel frattempo è stata sconvolta dal fondamentalismo islamico: era il 2000, prima dell'11 settembre. Nel frattempo il mondo è cambiato, le dinamiche sono differenti sia a livello geopolitico che tecnologico", spiega Mario Caligiuri, Direttore Master in Intelligence Università della Calabria. "L'ultimo giubileo risale a 25 anni, poi ci sono stati appunti gli attentati in America, nel 2007 l'avvento degli smartphone, ancor più di recente l'arrivo dell'intelligenza artificiale e di ChatGPT. Oggi viviamo in un altro mondo", aggiunge l'esperto. Se a dicembre aveva fatto discutere il divieto delle KeyBox per gli affitti brevi, per il rischio connesso a un uso improprio da parte di possibili terroristi (che avrebbero eluso facilmente i controlli di identità), per Caligiuri neppure oggi esiste la sicurezza al 100%: "Il rischio terrorismo non si può mai escludere del tutto, a maggior ragione in un momento storico caratterizzato dalle fortissime tensioni internazionali. Basti ricordare i due importanti teatri di conflitto rappresentati dall'Ucraina e dal Medio Oriente. Il pericolo principale e più grave ritengo che provenga ancora oggi dai cosiddetti lupi solitari", sottolinea Caligiuri. "Sono i più imprevedibili e le azioni solitarie continuano a essere le più temute. Pensiamo a cosa è accaduto durante la campagna elettorale statunitense a Trump, con un attentato che ha colto di sorpresa, nonostante le ingenti misure di sicurezza che accompagnavano l'allora candidato Presidente Usa – prosegue Caligiuri – Il Giubileo, però, ha anche un significato in più: oltre a portare con sé flussi consistenti di persone, è simbolico: rappresenta un evento fondamentale per la società occidentale, cristiana e non. Benedetto Croce insegnava che 'non possiamo non dirci cristiani', pur essendo lui ateo".

ELEONORA LORUSSO

JUBILEE 2025: between terrorism risk and health management 

Caligiuri: "Compared to the last Jubilee in 2000, today's world is completely different: 9/11 happened, smartphones and artificial intelligence have emerged." Ciccozzi, however, warns against neglecting the risk of new epidemics: "Always wear masks." The Jubilee year has now begun, though it is accompanied by concerns, both regarding security and public order as well as health risks. Since the Opening of the Holy Door at St. Peter's Basilica by the Holy Father, the number of pilgrims in Rome has increased significantly since late December—along with the risk of new pandemics. Experts had already issued warnings: a team of Italian epidemiologists and scientists, including Massimo Ciccozzi and Francesco Branda from Campus Bio-Medico University, together with Fabio Scarpa from the University of Sassari, sent a letter to The Lancet, stating: "The lessons of recent years must not be forgotten." According to these health experts, it is imperative to fill knowledge gaps, promote collaboration, and prioritize prevention. To this end, researchers have proposed a seven-pillar plan. "An increase in infections, both from Covid and the flu, was predictable, especially in the early months of the year, when these illnesses typically peak. But the risks extend to all respiratory diseases," emphasizes Massimo Ciccozzi, an epidemiologist at Campus BioMedico University in Rome. "In general, we must continue to pay attention to all these diseases, including measles, but naturally also remembering Covid, influenza, and respiratory syncytial virus. However, we cannot rule out contact-transmitted diseases such as HIV or M-pox, or bacterial diseases such as tuberculosis. The only ones we can exclude are those transmitted by vectors like mosquitoes," Ciccozzi explains. Mass Gatherings and the Risk of Epidemics The main concern arises from massive population movements: "Let's not forget that we are talking about more than 30 million expected visitors. History teaches us, as with the 2012 MERS outbreak coinciding with the Hajj pilgrimage (Mecca, Saudi Arabia). These are diseases linked to mass movements and the sharing of confined spaces, such as dormitories and public transport," the epidemiologist highlights. As a research group, a specific plan was also developed, called 'Jubilee 2024 Pandemic Preparedness and Response Plan', based on the principles of surveillance, innovation and resilience. There are seven pillars indicated, thinking above all about "the greater crowding in hospital emergency rooms, to prevent them from going haywire": 1) Epidemiological surveillance, therefore continuous monitoring of the spread of infectious diseases, integrating the collection and analysis of data with genetic sequencing to identify emerging trends; 2) Advanced studies on the origins, pathogenesis and transmission of diseases, using artificial intelligence (AI) and genomics with tools to develop predictive models and optimize interventions; 3) Strengthen the training and capacity of health workers and communities through workshops, seminars and public health campaigns; 4) Collaboration and networking, i.e. strengthening connections with countries and international health organizations to promote the exchange of knowledge and coordinated responses; 5) Prevention and control, implementing evidence-based measures, from vaccination programs to health education, adapted to specific disease profiles; 6) Emergency response, find resources for predefined emergency plans in quick topics; 7) Address the interconnection between human, animal and environmental health (One Health), to effectively combat zoonoses". But if the faithful are advised to continue wearing masks, "the only effective protection against respiratory diseases", in terms of combating possible terrorist actions the scenario is necessarily different: "The risks of this Jubilee are very different compared to the past. Compared to today, there is a Europe that in the meantime has been shocked by Islamic fundamentalism: it was 2000, before September 11th. In the meantime the world has changed, the dynamics are different both on a geopolitical and technological level", explains Mario Caligiuri, Director of the Master in Intelligence at the University of Calabria. "The last jubilee dates back 25 years, then there were the attacks in America, in 2007 the advent of smartphones, even more recently the arrival of artificial intelligence and ChatGPT. Today we live in another world," adds the expert. If in December the ban on KeyBoxes for short-term rentals had caused discussion, due to the risk associated with improper use by possible terrorists (who would have easily evaded identity checks), for Caligiuri even today there is no such thing as 100% security: "The risk of terrorism can never be completely excluded, even more so in a historical moment characterized by very strong international tensions. It is enough to remember the two important theaters of conflict represented by Ukraine and the Middle East. I believe that the main and most serious danger still today comes from the so-called lone wolves", underlines Caligiuri. "They are the most unpredictable and solitary actions continue to be the most feared. Let's think about what happened during the US election campaign to Trump, with an attack that took us by surprise, despite the huge security measures that accompanied the then candidate for US President - continues Caligiuri - The Jubilee, however, also has an additional meaning: in addition to bringing with it significant flows of people, it is symbolic: it represents a fundamental event for Western society, Christian and otherwise. Benedetto Croce taught that 'we cannot not call ourselves Christians', even though he was an atheist."

ELEONORA LORUSSO