Il piano di Von der Leyen si articola in cinque punti chiave e punta ad aumentare la spesa militare in modo significativo. La prima misura riguarda la possibilità per gli Stati membri di utilizzare più risorse pubbliche per la difesa senza il rischio di superare i limiti imposti dal Patto di Stabilità e Crescita, come richiesto già da tempo dal governo italiano per bocca del Ministro Crosetto. Questo potrebbe liberare fino a 650 miliardi di euro in quattro anni, se la spesa media aumentasse dell'1,5% del PIL. Una scelta che riflette la consapevolezza di un'Europa sempre più esposta alle minacce globali e al rischio di instabilità ai propri confini.
Parallelamente, Bruxelles prevede un nuovo strumento finanziario da 150 miliardi di euro per sostenere investimenti congiunti nella difesa. L'obiettivo è investire meglio, sfruttando le economie di scala, e iniziare a colmare il gap con l'industria della difesa americana. Non si tratta di creare una forza comune, ma di rendere più efficiente la spesa, evitando sprechi e duplicazioni.
Un aspetto centrale del piano riguarda il supporto immediato all'Ucraina. Gli Stati membri, grazie alle nuove risorse, potranno fornire ulteriore equipaggiamento militare a Kiev in tempi brevi. La sospensione degli aiuti statunitensi decisa da Trump rende questo impegno ancora più urgente: senza un solido sostegno europeo, l'Ucraina non avrà alcuna garanzia di sicurezza per il futuro.
L'Europa, dunque, si sta riarmando, ma non per costruire un esercito comune. L'idea di una forza armata europea unificata è un'illusione, buona per la retorica politica ma senza alcun riscontro nella realtà. Nessuno la vuole davvero: né gli Stati membri, che non intendono cedere il controllo della propria difesa, né la NATO, che resta il vero pilastro della sicurezza del continente.
Il piano Rearm Europe presentato da Ursula von der Leyen va nella giusta direzione perché incentiva la spesa nazionale in difesa, senza pretendere di costruire strutture sovranazionali inefficaci. La vera priorità è che ogni Stato investa nelle proprie capacità militari, potenzi le proprie forze armate e rafforzi il proprio apparato industriale. La sicurezza europea dipenderà dalla volontà dei singoli governi di aumentare i bilanci per la difesa, non da improbabili eserciti comuni.
Europa e Stati Uniti resteranno strettamente legati, con la NATO che continuerà a svolgere un ruolo centrale nella sicurezza transatlantica. Tuttavia, i Paesi europei acquisiranno un peso crescente all'interno dell'Alleanza, assumendo maggiori responsabilità strategiche. Questo li renderà più pronti e determinati a difendere il proprio "cortile di casa" quando necessario.